VPM Railway Station Area III

Victoria Mura, Andrea Russo, Giulia Vaccari, Federico Zoccarato

EN/

tentacle

noun
UK /ˈten.tə.kəl/ US /ˈten.t̬ə.kəl/
one of the long, thin parts like arms of some sea animals, used for feeling, holding things, catching food or just moving.

Porto Marghera has a charming factor. The chaotic charm of a production site, rich in activities and companies, both active and abandoned, in docks and railways connections, in trains, trucks, cargo ships and workers. It was this frenzy that stroked us about Banchina dell’Azoto, and the dichotomy with its intrinsic simplicity, it faces the Canale Industriale Ovest, while still being disconnected from the opposite side, where towers the Grandi Molini Italiani factory. It is, though, poorly connected, almost isolated, with the rest of the city, the un-commercial or productive one, so, for those reasons, our project throws a challenge at the Banchina, extending tentacles, like an octopus, making it grip at Porto Marghera, sensing what happens, in order to outwit and catch the prey. This Monster acts and interacts with the surrounding area in different manners: on one hand, it lays upon what is already existing, enhancing and improving it, on the other hand it tries to intertwine new relations where necessary, perceiving potentialities yet to be developed. Our intention for the project area is the installment of a series of pedestrian and bicycle infrastructures spreading from the Venice Heritage Tower to the Banchina dei Molini, activating new uses of the Rivolta social center, in order to finally connect the system with Via Fratelli Bandiera and the municipality of Marghera.

IT/

tentacolo 

sostantivo maschile
ten·tà·co·lo/
Ciascuno degli organi flessibili e di forma allungata, presenti nel corpo di molti Invertebrati, che servono per catturare la preda o funzionano da organi di senso statico o di deambulazione, secondo i vari gruppi.

Porto Marghera ha fascino. Ha il fascino della Zona Industriale: quella ricca di aziende attive e dismesse, banchine e connessioni ferroviarie, treni, camion, navi, carico e scarico, frenesia, lavoratori, ciminiere e torri di raffreddamento. E´proprio questo insieme di elementi quello che  ci ha colpito della Banchina dell’Azoto. Nella sua semplicità, si affaccia, sconnessa al Canale Industiale Ovest, dal lato opposto dei Grandi Molini. E´, però, poco collegata col resto del mondo non-commerciale, un solo autobus con 3 fermate al giorno utilizzato solo da lavoratori, la mancanza di marciapiedi e collegamenti con le piste ciclabili e congestioni del traffico negli orari di punta: resta quindi isolata, chiusa in se stessa, tra via dell’Idrogeno e via dell’Azoto. Il nostro progetto lancia una sfida alla banchina. Anzi, è la banchina che si aggrappa a Porto Marghera, allunga dei tentacoli che percepiscono ciò che succede, agiscono in astuzia e catturano la preda. Diversi sono quindi i modi in cui questo mostro marino agiste e interagisce con l’area che lo circonda: se da un lato si adagia a ciò che esiste già, dall’altro cerca di instaurare relazioni dove crede sia necessario, percependo potenzialità ancora da sviluppare. Ciò che proponiamo per la nostra area di progetto è la creazione di una serie di infrastrutture ciclo-pedonali che dalla Venice Heritage Tower si estendono in tutta la banchina non più carrabile, attraversando lo stabile dell’ex Malteria, oltrepassando il Canale con una passerella sospesa, andando ad attivare le potenzialità del Rivolta, per terminare oltre via fratelli bandiera.


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