VPM F.lli Bandiera Area II

Carmela Belli, Marco Santoni, Giorgia Soini, Roberta Toma

Altro Spazio

“Lo spazio di confine , ma anche il confine come spazio”(Significati del confine. I limiti naturali, storici, mentali. Pietro Zanini, Mondadori, Milano, 1997.)
IT // Sin da un primo sguardo dato alla mappa l’asse di via Fratelli Bandiera ha attirato l’attenzione per il suo aspetto di linea divisoria tra due territori di natura differente, zona residenziale e zona industriale. Il secondo approccio è stato diretto, percorrendo l’asse viario, le sensazioni provate hanno confermato il suo essere limite, confine. La scarsa illuminazione, i radi attraversamenti, il traffico, lo smog, volti poco raccomandabili, rendono questo un luogo dove è facile imbattersi nell’imprevisto e muoversi nella scomodità. Lo spazio della strada non è solo un margine esterno, ma anche un margine interno, interiore legato agli stati d’animo del passante. La linea iniziale, così, prende forma, si articola e diventa uno spazio, un vero e proprio luogo dotato di una sua misura e dimensione con le sue storie e i suoi abitanti. Le emozioni hanno cambiato e modellato questo spazio, dando la possibilità di ridurre la sua rigidità e il suo potere. La zona industriale si presenta come una serie di isole recintate, impenetrabili e circumnavigabili, costellate da edifici o aree dismesse che diventano spesso il luogo di scenari sgradevoli legati alla malavita. Questi muri di recinzione contribuiscono alla sensazione di limite e di confine percepita, costringendo il passante a percorrere la strada longitudinalmente o a cambiare percorso, scegliendo un luogo più sicuro. Da queste riflessioni l’idea progettuale si è posta come obiettivo quello di trasformare la frontiera di via Fratelli Bandiera trovando dei legami e dei percorsi di scala più umana. La riduzione della sezione stradale, con il trasferimento del traffico pesante, l’incremento di vegetazione e un percorso ciclopedonale messo in sicurezza e  è il primo passo verso la riappropriazione di questo spazio. In oltre il riutilizzo degli edifici e delle aree abbandonate si presenta come una nuova occasione per la città. La destinazione d’uso è variabile e diventa uno stimolo alla trasformazione. Il progetto propone dei luoghi destinati al recupero di materiali utili dai rifiuti al fine di riutilizzarli anziché smaltirli direttamente in discarica o in inceneritori. Il materiale riciclato previene dunque lo spreco di materiali potenzialmente utili, garantendo maggiore sostenibilità al ciclo di produzione/utilizzazione dei materiali, riducendo il consumo di materie prime, l’utilizzo di energia e l’emissione di gas serra. La chiesa della Rana, considerata patrimonio culturale, posta a termine dell’asse stradale e immersa nel verde del parco si fa carico dei segni della storia diventando il punto finale della metamorfosi che coinvolge la zona industriale a ridosso del centro cittadino di Marghera.
EN // As we saw the map for the first time the axis catched our attention for being a dividing line between two different territories: residential area and industrial. Walking across the ‘travel road’ we could experience a feeling that confirms its identity of boundary. Little lightening, few pedestrian grossing, lot of traffic, smog, “ugly mugs”, make this area a place wher you can easily bump into an accident and you move unconfortably. The road represents not only a physical boundary but also a mental and interior limit. Starting from the line we see it becoming an articulated place with its own measures and dimention, with its own stories and inhabitants.Feelings changed and modelled this place, giving it the possibility to reduce its rigidity and power. The industrial area is a series of fenced, impenetrable and islands which you can only circumnavigte. They are full of abandoned buildings and areas which often become crime scenary. The separating walls make people perceive the sensation of division so that they have to walk across the road lenghtwise or change way in order to find a safe place. Therefore the aim of our project is to transform the border of FB making new human scale ways. Reducing the road section, relocating of heavy traffic, increasing vegetation, securing the ciclopedestrian path we start the reappropriation of the area. Moreover the reuse of abandoned buildings and areas represent a new possibility for the city. The function is variable and encourage the change. The end use of the areas of the project is to recover useful materials from rubbish in order to reuse them instead of disposing them in landfill or incinerator. Recycling prevent the waste of potentially useful materials, increasing sustainability of the production and use cycle, reducing the use of raw materials, energy and greenhouse emissions.The Chiesa della Rana which we find at the end of the axis into the green park is considered as cultural heritage and represent the historical part of the project becoming also the symbolical final step of the metamorphosisof the industrial area just before Marghera city centre.
ES // En una primera mirada del mapa, se deja en evidencia el eje Via Fratelli Bandiera, donde el mismo funciona como una línea divisora entre dos territorios diversos: la zona residencial y zona industrial. La segunda aproximación del mismo se da a través del recorrido de dicho eje vial, donde las sensaciones generadas confirman que el mismo funciona como un límite, una frontera. La escaza iluminación, la falta de cruces peatonales a lo largo de la calle, el tráfico, el esmog, hacen de éste un lugar poco agradable. El espacio de la calle no es solamente un margen externo, sino también interno, donde este último hace referencia al estado de animo de quién pasa por allí. Es así como esta “línea” comienza a articularse y convertirse en un espacio dotado de medidas, con sus propias historias y sus propios habitantes. Así, las emociones comienzan a transformar y modificar dicho espacio haciéndolo más flexible. La zona industrial se presenta como una serie de islas poco accesibles, dotadas de edificios o bien, áreas en desuso que generan espacios poco agradables. Estos muros que hacen de recinto, generan un límite y dan a conocer una frontera. Es aquí donde una persona que concurre a éste lugar debe recorrer la calle longitudinalmente o cambiar de recorrido eligiendo otro más seguro. A partir de las reflexiones, la idea proyectual tiene como objetivo transformar Via fratelli bandiera, dejando de lado la idea de frontera, vinculando espacios y recorridos pensados en una escala humana. Transferir el tráfico de camiones, el incremento de vegetación y la realización de un recorrido más seguro de bicicletas y peatones, son los primeros pasos para la transformación de dicho espacio. Un estímulo para llevar a cabo la transformación en dicho lugar, es la reutilización de edificios y áreas abandonadas. El proyecto propone espacios destinados a  la recuperación de materiales que han sido desechados, con el fin de reutilizarlos. El material reciclado reduce el consumo de materia primera, la utilización de energía y la emisión de gas serra. La iglesia de la Rana, considerada patrimonio cultural, se encuentra en un gran verde en el extremo final del eje vial, donde la misma funciona como punto final de dicha metamorfosis entre la zona industrial y  la zona residencial de Marghera.

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